DATA:
MAGGIO 2005 -- FOTOGRAFIE
PRESENTAZIONE:

Alla Colla Melosa 1556 m. (dove si arriva con l'auto) si può dormire e mangiare presso il rifugio Allavena 70 posti letto (posto tappa dell'Alta Via dei Monti Liguri con sconti per soci F.I.E., C.A.I. e A.N.A. – telefono 0184-241155 o 0184 262797). Il rifugio è aperto tutto l'anno e, in inverno, offre degli anelli per lo sci di fondo. Il periodo ottimale per fare le escursioni descritte è compreso tra la metà di maggio e la metà di giugno, per la copiosa e diversificata fioritura. Da segnalare alcune varietà di viole (gialle, bianche e viola), la primula polverosa, il tulipano di monte, alcune varietà di genziana, di orchidea, di anemone, di sassifraga, di giglio, la peonia officinalis, l'aquilegia, l'astro alpino. Dalle pareti rocciose non è raro poter osservare l'aquila scendere in picchiata, presenti anche i camosci, le marmotte, il gallo cedrone. Per ciò che riguarda l'intervento dell'uomo si può ammirare, estasiati, il percorso del Sentiero degli Alpini scavato per lunghi nella roccia calcarea sul versante sud dei monti Pietravecchia e Toraggio. Questo tracciato è stato costruito fra il 1936 e il 1938 per dotare il versante sud dei suddetti monti di una via di comunicazione alternativa alla comoda mulattiera del versante nord, resa impraticabile dalla neve per diversi mesi. Dopo la seconda guerra mondiale il versante settentrionale è passato alla Francia, mentre il versante meridionale è rimasto all'Italia.
Volendo coniugare una proposta escursionistica e turistica, si può prevedere una visita al paese di Triora, raggiungibile da Molini di Triora. Si tratta di un bel borgo con scorci caratteristici, situato in posizione molto panoramica. è famoso per il processo alle streghe e per il suo caratteristico pane.

DOVE:
siamo nell'entroterra imperiese, alla testata della valle Argentina, al confine con la Francia.
CARTOGRAFIA:
carta dei sentieri e dei rifugi – scala 1:25.000 -- fogli 113-114 -- Edizioni Multigraphic - FIRENZE. Nella carta non è segnata la parte del Sentiero degli Alpini che transita a sud del Monte Toraggio.
COME:
in auto si percorre l'autostrada A12, si esce ad Arma di Taggia e si seguono le indicazioni per la Valle Argentina che si risale fino a Molini di Triora; qui si prende il bivio per Colla Langan e Colla Melosa che si raggiunge dopo circa 55 Km. da Arma di Taggia.
QUANDO:
Da aprile a giugno e da fine settembre a novembre. Il periodo migliore è tra la seconda metà di maggio e la prima metà di giugno per la copiosa e svariata fioritura. Evitare i periodi con neve e ghiaccio.
QUANTO:

ore 5.45 - 6.15 totali --- dislivello totale 900 m. --- quota massima: MONTE PIETRAVECCHIA 2038 m.

DESCRIZIONE
ITINERARIO:

COLLA MELOSA 1556 m. – MONTE PIETRAVECCHIA 2038 m. - SENTIERO degli ALPINI

Lasciato il rifugio si prosegue lungo la strada sterrata per un buon quarto d'ora, con stupenda vista sulle boscose vallate, fino al mare. Giunti presso un tornante che volta a destra, si nota sulla sinistra della strada un cartello indicante il Sentiero degli Alpini; siamo alla Fontana Italo e qui inizia il tracciato, segnato a tratti, ma facilmente seguibile per la segnaletica sempre presente ai principali bivi. Dopo un buon tratto in leggera salita e a mezza costa si entra nel bosco di larici, dove si giunge ad un bivio. Non seguiamo l'indicazione per il Sentiero degli Alpini (in piano), ma imbocchiamo la via in salita per il Passo della Valletta. Dopo alcuni minuti si transita presso l'ottima fonte Eritrea (fontana a volte senza acqua), appena discosta dal nostro itinerario. Si continua a salire fino ad un gias (zona di pascolo con casolari diroccati) dove occorre prestare attenzione: la via da seguire è risalire tra le erbe la spalla a monte delle costruzioni che resteranno alla nostra sinistra, per raggiungere il bosco davanti a noi, dove si rintraccia il sentiero evidenziato dalla presenza di alcune tacche rosse. Ancora un po' di salita e si giunge al Passo della Valletta 1918 m.(cartelli in italiano e francese) che segna il confine con la Francia. Nella zona del passo si rintraccia il segnavia dell'Alta Via dei Monti Liguri (striscia bianco-rossa o bandierina). Voltiamo a sinistra, ma invece di seguire i segni, ci teniamo a monte di essi, per imboccare una traccia carrabile, che entra nel bel lariceto, cominciando a risalire dolcemente, con alcuni tornanti, il Monte Pietravecchia 2038 m., la cui cima viene guadagnata in una ventina di minuti (dal passo). Questa variante ci permette di osservare un panorama che ci offre la vista del Sentiero degli Alpini che corre lungo le pendici del Monte Toraggio e qualche centinaio di metri sotto di noi, il Passo dell'Incisa. Il Monte Toraggio qui appare davvero diverso da quel picco di roccia che vediamo dalla zona della Colla Melosa. Possiamo ora tornare al passo della Valletta e seguire i segni dell'Alta Via che, in territorio francese, aggirano il Monte Pietravecchia, per giungere al Passo dell'Incisa (cartelli segnaletici). Si prosegue diritti, cominciando ad aggredire le pendici settentrionali del Monte Toraggio, che viene aggirato, passando per la caratteristica Fonte Dragurina 1810 m., per poi fare rientro in territorio italiano con un passaggio leggermente esposto, con cavo fisso, che non presenta problemi particolari se non in presenza di neve o ghiaccio. In questa zona chi volesse rendere più impegnativa la giornata può salire al Monte Toraggio 1973 m., che richiede un po' di attenzione per la presenza di alcuni passaggi esposti. Ora ci attende una discesa in zona prativa, seguendo ancora per un tratto i segni dell'Alta Via. Verso quota 1700 m. occorre ignorare le strisce bianco-rosse che continuano a divallare per continuare diritti (cartello indicante il Sentiero degli Alpini). Qui ha inizio il vero e proprio Sentiero degli Alpini, che dopo un tratto tra i prati, aggirato un costone, affronta i dirupati versanti meridionali del Toraggio. A tratti il tracciato è scavato nella roccia e presenta a valle precipizi di alcune centinaia di metri. Terminato l'aggiramento del Toraggio si giunge alla Gola dell'Incisa 1685 m., dove si affronta un'affascinante discesa a stretti tornanti, sostenuta da stupendi muri a secco (gli ultimi tre tornanti sono franati, ma si passa ugualmente). In questa parte si possono ammirare i ripiegamenti che ha subito la roccia nel momento di innalzamento della montagna. Siamo giunti ai piedi del Monte Pietravecchia, che il tracciato contorna, con opere davvero ardite (vedi foto). Con alterni tratti di salita, addolcita da tornanti, e discesa, dopo esserci dissetati alla caratteristica e freschissima Fontana San Martino, si torna in zona prativa, per poi entrare nel lariceto che porta al bivio incontrato la mattina. In una mezz'ora si fa rientro alla Colla Melosa.

 

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