STORIA
Nell'inverno del 1979-80 un gruppo di soci si trovò a trascorrere una settimana bianca nel rifugio FIE di Artesina. In quella vacanza trascorsa in perfetta armonia tra tutte le famiglie partecipanti, composte da anziani soci di radice escursionistica e soci campeggiatori nacque l'idea di costruire un rifugio UCAM. Molti si entusasmarono e l'esempio del CAMPEGGIO e dell'UCAM-MARE stava a significare che nulla era impossibile, anche se questa volta il problema da risolvere era ben più difficile e costoso.
Il Consiglio dette l'incarico a due soci, abituali frequentatori della zona, soggiornando tra l'altro in inverno con le loro roulotte a Frabosa Soprana, di informarsi se, nei dintorni, si trovasse qualche rudere da ristrutturare, con relativo terreno, a poco prezzo... per l'eventuale acquisto. La ricerca dette i suoi frutti: nel Comune di Frabosa Soprana in località Garacci, venne individuata una casa molto, molto vecchia, senza tetto, la quale possedeva solamente le quattro pareti, pareti costruite con pietre che mostravano i segni del tempo. Però era in ottima posizione, al di sotto di una stradina sulla quale si trovava, poco distante, una Cappelletta, proprio sul fianco di una collina. Il terreno confinava con un folto bosco di castagne e roveri, una località veramente suggestiva. Dall'altro versante si poteva scendere, praticamente, con gli sci al piedi verso la cabinovia che da Frabosa Nuova portava alla pista detta della "Malanotte".
Più di 100 soci contibuirono, con ore di lavoro e tempo rubati alla famiglia, denaro e sacrifici, alla costruzione di questa importante opera. Durante l'anno 1980, e sino al luglio 1981, data d'inizio della costruzione del rifugio, si dette l'avvio alle iniziative necessarie per la ricerca dei fondi, alla progettazione della struttura, all'assolvimento di tutte le complesse pratiche burocratiche necessarie e a prendere contatti con un'impresa edile del posto, la quale avrebbe dovuto lavorare avvalendosi della collaborazione dei soci. I primi lavori portati a termine furono: demolizione del rudere, per il quale risultò impossibile ogni ristruttu razione, com'era stato previsto in un primo tempo. Si procedette quindi allo sbancamento, adoperando una ruspa, in modo da creare un piano per la nuova costruzione, poi un muro di contenimento a monte ed uno a valle, alfine di difendere il piano venutosi a creare.
Poi la costruzione e l'innalzamento delle prime colonne, la prima soletta, si partì quindi per l'innalzamento della struttura superiore e infine si giunse al tetto, alla vigilia della brutta stagione, soddisfatti di essere arrivati al termine del programma fissato. L'anno successivo non si poterono continuare i lavori avendo l'UCAM solo l'autorizzazione per la ristrutturazione della vecchia casa, ma non quella relativa alla sua completa costruzione ex novo. I lavori rimasero fermi sino al 1984 per l'intervento delle autorità giudiziaria che ritenne abusivo il lavoro intrapreso, con profilo di carattere speculativo, dati i tempi...
Quindi nel 1984 pervenne l'autorizzazione con sentenza del tribunale per poter completare i lavori, assolvendo la Società da responsabilità pecuniarie e penali. Per raggiungere lo scopo finale occorse rimboccarsi le maniche con tutti i mezzi a disposizione e sollecitare diverse forme di sottoscrizione per procedere nei lavori. La volontà tenace e lo spirito di solidarietà, consentirono in breve tempo il completamento dell'opera. Negli anni 1984 e 1985 furono costituite squadre speciali per l'esecuzione di determinati lavori: suddivisione dei locali e relativa intonacatura, con l'aiuto di una squadra di specialisti; altri soci realizzarono l'impianto idraulico, elettrico, la posa in opera delle piastrelle, la controsoffittatura del salone e delle cucine, indi i lavori di rifinitura esterna e interna, con la collaborazione generosa di tanti soci che si erano volontariamente offerti. Le finestre le costruì un socio il quale pretese prezzi veramente da amico.
Venne costruito un forno di ragguardevoli dimensioni, con relativa canna fumaria; inoltre realizzato un impianto di riscaldamento ad aria calda continua funzionante a gasolio (oggi a g.p.l.), mentre una bella stufa a legna troneggiava nel salone centrale. Furono inoltre creati, negli interrati laterali all'edificio, un vano per deposito sci, uno per un ufficio, uno per la cucina, uno per il forno e la caldaia, un deposito per la legna (che in seguito venne trasformato in saletta per la TV, musica e giochi). Attiguo a questo si trova un vano attrezzi e laboratorio per i lavori di manutenzione. All'esterno furono ricavate delle terrazze per adibirle a "solarium" ed anche, negli anni seguenti, un campo da bocce.
Il rifugio venne inaugurato il 21 luglio 1985.
Il RIFUGIO presenta le seguenti caratteristiche: 12 camere per 48 posti letto, ogni camera ha 4 posti letto con due letti a castello, una scaffale in metallo, una cassettiera, coperte. I servizi sono composti da 3 gabinetti per ognuno dei due piani, 2 docce con acqua calda continua, e un servizio a piano terra. 60 posti a sedere nel salone centrale forniti di ottime sedie e tavoli. Un calciobalilla, un ping-pong.
REGOLAMENTO RIFUGIO
(in formato PDF 54 Kb)
NORME PER GLI UTENTI DEL RIFUGIO U.C.A.M.
La permanenza al rifugio dovrà essere improntata ai sensi di civismo ed a quei principi di reciproco rispetto che sono necessari per un buon vivere in comunità.
I soci sono tenuti ad avere la più scrupolosa cura dei beni comuni.
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Prima di lasciare il rifugio i soci dovranno rassettare le cuccette, riordinare gli arredi, piegare le coperte, provvedere
all'accurata pulizia dell'intera struttura.
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(INVERNO) La corrente elettrica, l'acqua e i rubinetti del gas (centrale e della caldaia) vanno lasciati aperti
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(ESTATE) La corrente elettrica, l'acqua e i rubinetti del gas (centrale e della caldaia) vanno chiusi.
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(INVERNO) Il termostato situato al primo piano va regolato sui 5°. Non bisogna mai toccare il termostato situato sulla caldaia,
perché può provocare inefficienza dell'impianto di riscaldamento.
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Controllare che tutte le persiane e le porte siano chiuse (ricordarsi specialmente della porta al secondo piano).
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Durante il soggiorno i soci sono tenuti a provvedere, a turno, alla pulizia dei servizi e dei corridoi ai piani, dei servizi
al piano terra, del salone e della cucina.
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Ognuno dovrà portarsi le lenzuola e, se usa il sacco a pelo, dovrà essere messo un lenzuolo proprio tra il sacco e il
coprimaterasso. Inoltre bisogna munirsi di federa, di tovaglia e di asciugapiatti.
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Data l'ingente spesa sostenuta per i materassi, i soci che hanno bambini piccoli devono usare una tela cerata (si trova
nell'ufficio), per la salvaguardia dei materassi.
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Ogni camera ha a disposizione metà frigorifero, un armadietto a muro, una cesta in cantina. Nella cantina non devono essere
lasciate borse o altri oggetti personali al di fuori della cesta assegnata.
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In cucina ognuno può usare uno dei fornelli (non ne viene assegnato uno specifico), le pentole e gli altri utensili a
disposizione. Per accendere il gas basta tenere premuta pochi secondi la manopola e poi rilasciarla; se il fuoco non
resta acceso, evitare di insistere e utilizzarne un altro. I piani di cottura e le pentole antiaderenti non vanno
pulite utilizzando paglietta per evitare danneggiamenti.
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Non si possono usare apparecchi emittenti suoni a volume alto.
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La porta del secondo piano va utilizzata solo per caricare e scaricare i bagagli e non come normale porta di ingresso
e uscita.
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Non si accede all'interno del rifugio calzando scarponi da sci o calzature sporche che dovranno essere lasciati nel
locale apposito.
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Nel rifugio è vietato fumare.
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