DATA:
APRILE 2005 --  Informazioni sul sentiero: PRESENTI
GITA A... :
Bargone 296 m. - Colle di Incisa 647 m. - Monte Treggin 870 m. - Colle Aietta 790 m. - Monte Roccagrande 970 m. - Passo del Bocco di Bargone 908 m. - Bargone
DOVE:
entroterra di Setri Levante, si oltrepassa Casarza Ligure e si prende il bivio a sinistra per Bargone.
CARTOGRAFIA:
carta Monti Liguri (da Moneglia e Setri Levante al Passo del Bocco) - scala 1:25.000 - edita: S.C.I. - Studio Cartografico Italiano
COME:
in auto si esce dall'autostrada A12 a Sestri Levante, si prende verso La Spezia e subito dopo si seguono le indicazioni per Casarza Ligure e dopo per Bargone. Si lascia l'auto nella piazza del paese o zone limitrofe.
QUANDO:
Da ottobre ad maggio. Evitare i mesi più caldi e in caso di molto freddo la cresta del Treggin può essere pericolosa.
QUANTO:
ore 5.30 totali -- dislivello totale 750 m. -- quota massima: Monte Roccagrande 970 m. -- lunghezza totale: Km.16
SEGNAVIA:
Bargone - Monte Roccagrandebandierina bianco-rossa -- Seguito della gita senza segnavia, ma itinerario facile da seguire.


ITINERARIO:  gran parte del percorso fino al Monte Treggin è in salita abbastanza ripida. Dapprima si raggiunge il Colle Incisa, dove si incontra l'itinerario proveniente da Santa Margherita di Fossalupara. Facendo attenzione a seguire il segnavia, un po' pallido, si attacca una decisa salita che permette di raggiungere la cresta del monte Treggin, percorsa la quale, in breve si guadagna la vetta. Il panorama e la struttura della montagna ripagano ampiamente la fatica. Dopo esserci riposati, si comincia a scendere il roccioso versante settentrionale, con l'aiuto di qualche gradino scavato nella roccia, facendo un po' di attenzione (il tratto difficile è brevissimo e noi l'abbiamo affrontato con diverse persone senza problemi). Si arriva così sul Colle Aietta tra il Treggin e il Roccagrande. Dopo un breve tratto ancora su sentiero si arriva su una sterrata che si segue fino ad una sbarra (qui il segnavia è praticamente scomparso) e si volta a sinistra e si segue la strada fino ad una curva a destra. Proprio sulla curva un labile sentierino e un segno sbiadito ci indicano la strada da seguire. Con qualche difficoltà si procede tra la vegetazione e percorso un piano si affrontano alcune rocce tenendosi un poco sulla destra, per poi affrontare l'ultimo tratto con roccette che porta sulla vetta del Monte Roccagrande. Qui il panorama è un poco più ampio e il treggin ci appare molto diverso, quasi insignificante. Si scende sull'opposto versante seguendo una delle tracce che in meno di dieci minuti ci portano sulla strada strerrata. Proseguendo lungo la strada si passa davanti ad uno dei rari stagni della nostra regione con torbiera. La strada con tratti alterni di lievi saliscendi arriva al passo del Bocco di Bargone. Una lieve puntata a sinistra ci presente l'alta valle del Taro con i paesi di Disconesi e, più lontano, Maissana, dominato dal Monte Porcile. Tornati al passo si prosegue su sterrata e giunti ad un bivio si prosegue a destra, cominciando a perdere quota; sempre seguendo la strada che può esssere abbreviata in due punti tagliando attraverso il bosco, si passa presso un centro ippico e dopo un quarto d'ora si arriva a Costa, frazione di Bargone. Qui conviene seguire la strada asfaltata che in breve ci porta sulla piazza di Bargone.

Ora alcune interessanti informazioni sulla zona.

Alle pendici del monte Roccagrande si trova il lago di Bargone: un lago preistorico, a poca distanza dalla costa, che rappresenta uno degli ambienti naturali più interessanti e affascinanti di tutta la Liguria.
La conca di Pian del Lago, situata a circa 850 metri, si trova in una delle rare zone umide della regione contiene una torbiera, ovvero un deposito di fango di palude, utilissima fonte di informazioni per ricostruire l'evoluzione dell'ambiente nel corso dei secoli. Le ricerche condotte dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria, in collaborazione con alcuni studiosi inglesi, hanno fornito importanti risultati. L'analisi dei pollini ha indicato che questo è il più antico deposito torboso finora rinvenuto nella Liguria orientale.
L'area del lago di Bargone è stata frequentata a partire dal Paleolitico Medio (circa 100.000 anni fa), come testimonia il ritrovamento di strumenti in pietra utilizzati per la caccia. Nella zona affiorano diversi tipi di rocce: i basalti a pillows, i diaspri e i calcari a calpionelle.
I basalti a pillows (lave a cuscini dalla tipica forma di sfera schiacciata) sono risultato di una eruzione di lava sottomarina; i diaspri si riconoscono per il loro colore rosso, alternato al bianco dei calcari a calpionelle, che in grossi blocchi squadrati si prestano ad essere usati come materiale da costruzione.
L'area è anche caratterizzata dalla presenza di serpentiniti, rocce metamorfiche ricche di magnesio, menerale che risulta tossico per la maggior parte delle piante, ad eccezione di alcune specie quali la ginestra di Salzmann, il bosso e una felce, l'asplenio settentrionale.
Dal punto di vista faunistico l'ambiente è ricco di insetti e anfibi: il tritone alpestre e il tritone crestato meridionale, la rana temporaria, l'ululone dal ventre giallo e un innocuo rettile detto "biscia dal collare".



Sommario
Appennino Ligure